Basilica San Petronio di Bologna

Facciata San Petronio

Situata sulla Piazza Maggiore, la basilica di San Petronio è la principale chiesa di Bologna, dedicata a San Petronio, vescovo del V secolo e santo patrono della città.
L’edificio gotico, e la sesta chiesa più grande d’Europa,
fu costruito a partire dalla fine del XIV secolo, senza mai essere completata

Storia

La sua costruzione iniziò il 7 giugno 1390 con il progetto di Antonio di Vincenzo, per celebrare la vittoria sulla fazione guelfa. Proseguì per due secoli, ma fu solo nel XVII che la decorazione della navata centrale fu completata, da Girolamo Rainaldi tra il 1646 e il 1658.
Carlo V fu incoronato imperatore nella chiesa il 24 febbraio 1530 da papa Clemente VII.
Fu a lungo possesso del comune di Bologna, fino al 1929, utilizzata per cerimonie, tribunali o riunioni.

Visita e descrizione

In stile gotico, è la quindicesima chiesa più grande al mondo, lunga 132 metri e larga 60 metri. La sua volta culmina a 45 metri e la facciata a 51 metri. Il progetto iniziale doveva superare l’altezza di San Pietro a Roma. Ma non fu mai completata.
In particolare, la facciata mostra due strati visibili, uno della fine del XIV secolo che rimane visibile nella parte alta, e il rivestimento della parte bassa dei XV e XVI secolo.

l'inferno, giovanni da modena

L’inferno, Giovanni da Modena

Sul portale di Jacopo della Quercia sono scolpite scene dell’Antico Testamento. Si osservano la Vergine e San Petronio nel timpano. Le porte laterali sono opere di Niccolò Tribolo.
L’interno conserva belle opere d’arte nelle sue 22 cappelle, come la superba cappella Bolognini o cappella dei Magi decorata con affreschi biblici e scene impressionanti ispirate alla Divina Commedia realizzate da Giovanni da Modena nel 1415.
il Matrimonio mistico di Santa Caterina di Filippino Lippi, la Madonna e Santi di Lorenzo Costa il Giovane, la Pietà di Amico Aspertini, ecc. Un meridiano fu installato da Cassini. Nel coro si trovano due organi, uno di Lorenzo da Prato (1471) che è il più antico d’Italia, l’altro è di Baldassare Malamini (1596).
Dalla terrazza si ha una bella vista sui tetti e sulle torri del centro città.

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