Strada Nuova

Designata « Strada Nuova » quando fu tracciata a metà del XVI secolo, la bella via Via Garibaldi è anche chiamata « Via Aurea » per i suoi palazzi sontuosi dove si insediarono le più prestigiose famiglie genovesi, quando la Repubblica di Genova era all’apice della sua potenza finanziaria e marittima. Ne conta quasi una dozzina, tra cui il palazzo Cambioso, il palazzo Carrega Cataldi, il palazzo Podestà o il palazzo Dorio-Spinola. Contrassegnata dal Rinascimento genovese e dal barocco, è iscritta al patrimonio mondiale dell’Unesco.

Percorso museale

Dal 2004, un percorso museale (Musei di Strada Nuova) collega i tre palazzi: Palazzo Rosso (Palazzo rosso in francese), Palazzo Bianco (Palazzo bianco in francese) e Palazzo Doria Tursi. Forma così il più grande museo d’arte della città, composto da quasi 75 sale, con un percorso che serpeggia tra cortili, logge, giardini, terrazze e panorami.

Il Palazzo Rosso è un vero palazzo museo ornato di affreschi e stucchi, che conserva mobili storici e, nella galleria, le collezioni accumulate dalle famiglie Brignole e Sale, opere dal XV al XIX secolo, tra cui tele di Van Dick, Veronese o Guercino. Dal « miradore » si gode di una bella vista sulla città.

Quanto a lui, il Palazzo Bianco ospita la principale pinacoteca della Liguria, con una collezione dell’arte a Genova e della pittura italiana (tra cui l’Ecce homo del Caravaggio), fiamminga (Rubens, Van Dick), spagnola, e altre dal XV al XVIII secolo.

Il passaggio tra il Palazzo Bianco e il Palazzo Tursi passa per i vestigi dell’antico convento San Francesco di Castelleto, con lapidi, resti di archi, un’area archeologica e un giardino con vestigia di edifici medievali di Genova.

Il Palazzo Doria-Tursi, che è anche il Municipio, fu il più grande palazzo privato. Comprende la sezione della pittura del XVIII secolo, una collezione di arte decorativa – ceramiche, arazzi –, monete e pesi della Repubblica di Genova, ma anche i celebri violini di Paganini – celebre violinista e compositore genovese – o la scultura della Maddalena Penitente di Canova (il suo calco in gesso, ca. 1795).

Galleria

Informazioni

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