San Giacomo Maggiore (San Giacomo Maggiore) fu costruita tra il 1267 e il 1315 come chiesa dell’ordine degli Agostiniani.
Mentre l’esterno è in stile romanico, si scopre un interno gotico, e come nella cappella Bentivoglio, stupefacenti decorazioni del XV secolo, con numerose opere d’arte del Rinascimento.
Storia
Gli eremiti di Savena si trasferirono sulla strada di San Donato nel 1267, vicino alla chiesa parrocchiale di Santa Cecilia, per costruirvi un nuovo edificio che fu terminato nel 1315, e consacrato nel 1344, dopo la costruzione dell’abside.
La chiesa romanica aveva una navata coperta da un tetto spiovente e travi a vista, nonché un’abside poligonale. Alcuni elementi del suo disegno erano tuttavia di ispirazione gotica, con il suo slancio verticale, le sue finestre a sesto acuto e i suoi archi.
Nel quindicesimo secolo, i Bentivoglio realizzarono la loro cappella (1463-1468) e il portico su Via San Donato (1477-1481).
Tra il 1483 e il 1498 l’interno fu rimaneggiato, con la sostituzione del tetto a capriate da una copertura con cupola sostenuta da tre volte, creando spazio per nuove cappelle che si arricchirono di opere del Rinascimento e di dipinti barocchi.
Con l’avvento di Napoleone e la soppressione degli ordini religiosi, gli Agostiniani furono espulsi. Tornarono nel 1824 e una parte del convento rimase occupata dall’Accademia di Musica.
Le Agostiniane lasciarono il convento di San Giacomo nel 1860.
Esterno
La facciata è la parte più antica dell’edificio, con proporzioni slanciate di stile romanico tardo. Gli ornamenti sulle finestre a sesto acuto in pietra d’Istria, di stile veneziano, furono aggiunti alla fine del XIII secolo.
Il portico del Rinascimento è attribuito a Tommaso Fillippi, dispone di 36 colonne con capitelli corinzi, il suo architrave porta un bel fregio figurativo.
Il complesso di San Giacomo dà sul retro su Piazza Verdi dove sono gli unici resti delle mura merlate del periodo intorno all’anno mille, sui quali si appoggiano il campanile e l’oratorio di Santa Cecilia.
- Via Zamboni (San Giacomo)
- Via Zamboni (San Giacomo)
- Via Zamboni (San Giacomo)
- Via Zamboni (San Giacomo)
Interno
L’interno spazioso risalente al Rinascimento conta anche decorazioni e sovrastrutture barocche.
Le grandi volte portano affreschi con i Santi Nicola da Tolentino, Agostino e Giacomo Maggiore, eseguiti nel 1495 dalle botteghe di Francia e Lorenzo Costa. Tra le numerose cappelle, citiamo soprattutto la cappella Poggi con opere di Pellegrino Tibaldi, e la cappella Bentivoglio.
La cappella Bentivoglio, chiaramente ispirata a Brunelleschi, fu progettata dall’architetto Pagno Portigiani Lapo, realizzata tra il 1463 e il 1468. Le belle piastrelle del pavimento provengono dall’bottega della Robbia (1489) e portano tracce ancora visibili dell’emblema dei Bentivoglio. La pittura della decorazione fu affidata a Lorenzo Costa con la Madonna in trono con la famiglia Bentivoglio (1488), o per esempio sulla parete di sinistra il Trionfo della morte e il Trionfo della fama (1490).
Sull’altare, la magnifica pala della Vergine in maestà con san Giovanni, Sebastiano, Floriano e Agostino è di Francesco Raibolini (detto il Francia), risalente a circa il 1494.
Sulla parete di fronte, la tomba di Galeazzo Bentivoglio è di Jacopo della Quercia (1438).
Piccolo chiostro
Un portico del XV e XVI secolo, che dà accesso alla cappella di Santa Cecilia (Santa Cecilia), conduce al piccolo chiostro.
Oratorio di Santa Cecilia
Trovandosi dal lato del convento delle Agostiniane di San Giacomo, l‘Oratorio di Santa Cecilia è anteriore al 1267, data in cui gli Agostiniani acquistarono il terreno dove costruirono la basilica.
Questo oratorio è uno dei siti più interessanti del Rinascimento a Bologna.
All’interno, una serie di dieci affreschi iniziati nel 1506 descrivono la vita di Santa Cecilia. Sono l’opera di Francesco Francia, Lorenzo Costa e Amico Aspertini.
Mappa
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Informazioni
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