La Basilica San Domenico è con il suo convento una delle più importanti chiese di Bologna. È la sede storica dell’Ordine Domenicano, dove sono conservati i resti del suo fondatore Domenico di Guzmán, divenuto San Domenico. Alla morte di quest’ultimo a Bologna nel 1221, i frati vi edificarono il santuario fino al 1233.
Nella chiesa, l’Arca di San Domenico è una delle più belle opere di Bologna, costruita con i contributi di numerosi artisti come Nicola Pisano e i suoi allievi, Niccolò dell’Arca, Michelangelo, Alfonso Lombardi e Arnolfo di Cambio.
Storia
Il 22 dicembre 1216, il papa Onorio III approva la regola dell’ordine fondato da Domenico di Guzmán, che inviò dei monaci nei grandi centri europei, in particolare a Bologna e a Parigi.
Nel 1219, Domenico si stabilì nel monastero di San Nicolò (l’attuale luogo della basilica domenicana). Vi presiedette nel 1220 e nel 1221 i due primi capitoli generali volti a definire gli elementi chiave della dottrina dell’ordine. Il 6 agosto 1221, vi morì e fu sepolto dietro l’altare di San Nicola.
La chiesa fu ampliata a partire dal 1228, con la demolizione dell’abside e l’ampliamento dell’attuale navata. La nuova basilica fu quasi completata nel 1240 con la costruzione di una facciata romanica essenziale. Divenne il prototipo delle chiese domenicane in molti luoghi del mondo. La chiesa fu consacrata da papa Innocenzo IV nel 1251, esibendo per l’occasione il celebre crocifisso di Giunta Pisano (1250).
Nel 1267 i resti di Domenico furono collocati in un monumento decorato da Nicola Pisano e i suoi allievi.
La chiesa fu ancora ampliata e rinnovata nei secoli XIV e XVIII, con cappelle, un campanile, e accumulò un’importante collezione di opere d’arte di artisti come Niccolò dell’Arca, Michelangelo, Filippino Lippi, Guido Reni, Ludovico Carracci e il Guercino.
L’aspetto barocco attuale dell’interno risale ai lavori di Carlo Francesco Dotti nel 1728-1732.
Piazza San Domenico e facciata
La Piazza San Domenico è pavimentata con ciottoli di fiume, simili a quelli di Piazza San Stefano, in uso nel medioevo.
Sul retro della piazza una colonna di pietra e bronzo fu eretta da Guido Reni (la Madonna del Rosario, nel 1632), che commemora la fine della peste, mentre sul davanti della piazza si erge una colonna con la statua di San Domenico.
Si trovano anche le caratteristiche tombe dei glossatori Rolandino de’ Passeggeri (1305) e diEgidio Foscherari (1289).
Completata nel 1240, la facciata romanica con il suo rosone centrale è interamente in mattoni, come voleva l’ordine mendicante.
Il portico fu montato in stile romanico dall’architetto Raffaele Faccioli nel 1910. Il mosaico della lunetta del portico rappresenta san Domenico che benedice la città di Bologna.
Il campanile gotico risale al 1313.
Interno della chiesa
Nelle tre navate sono conservate opere di grandi maestri come Filippino Lippi, Ferrucci o Ludovico Carracci. L’edificio originario del XIII secolo era composto da due parti: quella posteriore, all’esterno dedicata ai fedeli e quella anteriore (verso l’abside) riservata ai monaci. Erano separate da un tramezzo che aveva accolto il crocifisso di Giunta Pisano. In seguito furono aggiunte delle cappelle.
Nel XVII secolo, seguendo le prescrizioni del Concilio di Trento, la separazione che divideva le due parti della chiesa fu rimossa.
Modifiche importanti e restauri furono eseguiti da Carlo Francesco Dotti, su incarico di Benedetto XIII tra il 1728 e il 1732, al fine di ampliare l’interno.
- Le choeur
- Le chœur
- Le chœur
- Chapelle Saint-Dominique
- Mariage mystique de Sainte Catherine (Filippino Lippi)
Cappella di San Domenico
Questa cappella conserva la preziosa Arca di San Domenico in cui si trovano i resti del santo. Fu costruita in stile barocco all’inizio del XVII secolo dall’architetto Floriano Ambrosini, in sostituzione dell’antica cappella del XIII secolo.
I quattro dipinti del 1613-1615 appoggiati alla parete laterale rappresentano i miracoli compiuti da san Domenico: il miracolo del libro che resiste al fuoco che ebbe luogo nel sud della Francia, e il miracolo del bambino resuscitato che ebbe luogo a Roma. I due successivi rappresentano il miracolo della resurrezione di Napoleone Orsini a Roma, e il miracolo della resurrezione di pellegrini annegati nel sud della Francia.
L’affresco della Gloria di San Domenico in alto è di Guido Reni (1613-1615).
Le sette statue collocate nelle nicchie del fondo sono di Giovanni Todeschi (1617-1631), tre rappresentano le virtù teologali (Fede, Speranza e Carità) e le 4 virtù cardinali (Temperanza, Fortezza, Giustizia, Prudenza).
L’Arca di San Domenico
Il primo nucleo dell’Arca fu costruito nel 1267 da Nicola Pisano e i suoi allievi, con le decorazioni del sarcofago con marmi che illustrano i principali eventi della vita del santo.
In seguito, Nicola da Bari (detto il “Pugliese”) decorò la cornice (1469 -1473). Il giovane Michelangelo contribuì con delle piccole statue nel 1494 (San Petronio, San Procolo e l’angelo). Alfonso Lombardi realizzò il pannello centrale sotto il sarcofago raffigurante l’Adorazione dei Magi e i pannelli laterali con scene della vita del santo (1532). Contribuì anche Jean-Baptiste Boudard.
In cima, Dio Padre sostiene il mondo con la mano sinistra sul cuore. Più in basso, si trovano i simboli della creazione: le ghirlande di frutti significano la terra, i due fanciulli si riferiscono al cielo e gli otto delfini al mare. Più in basso è illustrato il mistero della Redenzione con Gesù Cristo rappresentato tra due angeli. Al medesimo livello, si trovano i quattro evangelisti: Matteo, Marco, Luca e Giovanni. Sotto, si trovano otto statue dei protettori di Bologna: san Francesco, san Petronio, san Domenico e san Floriano, poi sant’Agricola, San Giovanni Battista, San Procolo e San Vitale.
Dietro l’arca è conservato il prezioso reliquiario del XIV secolo di Jacopo da Bologna Roseto (1383) contenente la testa di San Domenico.
Chiostro
Mappa
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