La strada che percorreva la Val Cenischia era prima di Napoleone Bonaparte il passaggio privilegiato tra la valle di Susa e Torino verso la Francia, passando per il Colle del Moncenisio. È una bella valle alpina, con diverse cascate, l’antica città-tappa di Novalesa, e la vicina abbazia benedettina.
Abbazia benedettina di Novalesa
L’abbazia benedettina di Novalesa, situata a 1,5 km dal villaggio di Novalesa, fu fondata nel 726 d.C., dal rettore Abbone di Provenza che più tardi fu nominato duca di Provenza dal re Franco Carlo Martello. Avrebbe ospitato più volte Carlo Magno. Nel 906 i monaci fuggirono poco prima del saccheggio dell’abbazia da parte dei Saraceni arrivati dal Monginevro. Ridotta ad un priorato, il monastero fu ricostruito nel XVIII secolo.
Tre ordini ci sono esistiti con quello di San Benedetto, tra cui quello di Colombano dal nord, e quello di Basilio dalla Cappadocia. La fraternità dell’ordine è assicurata dalle sue rigide regole. Eleggono il loro abate che lo rimane a vita, e il monaco che sceglie di entrare lo fa anche per la vita. Oltre alla replica di libri, l’ordine ha anche la tradizione di accogliere i viaggiatori.
L’abbazia conserva mirabili affreschi dell’XI secolo nella Cappella Sant’Eldrado (una delle quattro cappelle situate nel parco) con scene della vita di Sant’Eldrado e di San Nicola. Un museo conserva resti di scavi e di laboratori di restauro di libri. La chiesa dedicata ai santi Pietro e Andrea fu costruita nel XVIII secolo e conserva alcuni affreschi del precedente edificio dell’XI secolo.


Novalesa
Il paese di Novalesa fu a lungo una tappa sulla via per la Francia, come capolinea della strada carrozzabile proveniente da Torino, prima della mulattiera che porta al Colle del Moncenisio. I pellegrini, mercanti o militari passavano di là, molti alberghi potevano accoglierli, come quello attualmente denominato Casa degli Affreschi con stemmi dipinti in facciata (dei Savoia e di altri stati). Tali pitture murali sono caratteristiche di Novalesa, che si ritrovano in particolare nei pressi della Chiesa di Santo Stefano con i quadrati dipinti del XVIII secolo che rappresentano le sette virtù, i sette vizi, e in basso le torture medievali per evocare i tormenti degli inferi.
Notevoli sono anche l’hotel Écu de France con le sue boiserie, i dipinti della Plahe de Marón (piazza delle marroni) dove i portatori chiamati “marroni” proponevano il passaggio verso la Francia da muli, carrozze e slitte.
Da notare la Chiesa di Santo Stefano del XIII secolo con belle opere di varie epoche (polittico del XV secolo, dipinti della scuola del Caravaggio, reliquiario prezioso). La cappella del Santissimo Sacramento ospita il museo di arte religiosa alpina.
Diverse cascate incantevoli sono raggiungibili nei dintorni: tra cui Rio Claretto o Marderello la Coda di Cavallo vicino all’abbazia benedettina.



Informazioni
- Sito ufficiale dell’abbazia : www.abbazianovalesa.org
- Articoli Wikipedia : Abbazia di Novalesa, Novalesa
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